“Bisnonno investigatore” di Francesco Panzeri

Tanto tempo fa, in un antico villaggio ai piedi della montagna, c’era un signore altrettanto “antico” che raccontava alle persone del villaggio la terrificante leggenda del bisnonno investigatore.
Ormai i compaesani conoscevano a memoria la leggenda, ma un giorno al villaggio arrivò una famiglia di città e il signore cominciò subito a raccontarla.
“Tanto tempo fa quando il misterioso cavaliere Mangia Morte (nome e cognome)” raccontava il signore “si aggirava da queste parti incutendo terrore tra i villaggi della zona, c’era un bravissimo investigatore, il  Bisnonno (solo nome, il cognome si è perso).
Quando il cavaliere Mangia Morte diede avvio alla stagione delle morti, l’investigatore Bisnonno era in vacanza ai Caraibi con la sua cagnolina Fifi e, una volta informato dei fatti, tornò al villaggio.
Il cavaliere Mangia Morte aveva ucciso già otto persone, ma in completa oscurità e quindi il Bisnonno non nutriva alcun sospetto nei suoi confronti.
Improvvisamente la cugina della moglie dello zio del panettiere trovò un cadavere con la doppia M incisa sulla fronte e avvisò subito la cugina, che avvisò suo marito, che a sua volta avvisò il panettiere, che avvisò l’investigatore.
Il Bisnonno non vedeva l’ora di poter incastrare il cavaliere Mangia Morte e quindi si recò subito sul luogo dell’incidente e con aria noncurante iniziò ad esaminare il cadavere in cerca di qualche traccia.
Era ormai  da una settimana che l’investigatore cercava indizi e finalmente trovò un pelo canino rosa. All’inizio pensò che non fosse possibile che la sua cagnetta Fifi fosse un killer, ma poi ripensò e si ricordò che il veterinario da cui l’aveva presa diceva che fosse un Mangia Mano,  ovvero un cane molto aggressivo con chi non lo accontentava in tutto e per tutto.
Dopo aver incastrato il suo cane l’investigatore Bisnonno lo sbattè in prigione e vissero tutti felici e contenti, tranne Fifi.

 

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